Quando qualcuno fa una domanda a Claude, Claude a volte cerca sul web, le pagine che trova diventano le fonti della risposta, con i collegamenti ben visibili. Comparire tra quelle fonti dipende da tre cose su cui puoi intervenire: il sito deve essere raggiungibile, deve rispondere alle domande che la ricerca genera davvero, e deve dire cose verificabili. Questa guida spiega come soddisfare questi requisiti.
Che cosa serve per comparire fra le fonti di Claude
Tre cose, in questo ordine.
La prima è l’accesso. Anthropic usa bot distinti per l’addestramento, per la ricerca e per le pagine che apre quando una persona lo chiede. Nel tuo robots.txt devi sapere quali hai ammesso.
La seconda è la copertura. Claude non fa una sola ricerca: legge i primi risultati, vede che cosa manca e ne avvia un’altra. Le pagine che rispondono soltanto alla domanda di partenza, non alle domande derivate, escono al secondo giro, non al primo.
La terza è la verificabilità. Nella stessa risposta finiscono più fonti che parlano di un dato argomento. Quello che si può controllare contro altre fonti viene citato, quello che si può soltanto dichiarare unilateralmente, no.
Nessuna delle tre procura automaticamente una citazione, ma complessivamente aumentano le probabilità di essere citati.
Che cosa fa Claude prima di scrivere una risposta
Una domanda, più ricerche
Claude decide da solo se cercare online o nel dataset ingerito durante l’addestramento del modello. Se decide per la ricerca online formula una ricerca e ne riceve i risultati, poi può ripartire: la documentazione dello strumento di ricerca descrive un ciclo che si ripete più volte dentro la stessa richiesta, fino alla risposta finale con le fonti citate.
Questo sposta l’oggetto del lavoro. La pagina non deve essere pertinente alla domanda che una persona ha scritto. Deve essere pertinente alle ricerche che quella domanda produce, e ovviamente sono più di una.
Il filtro che tiene solo una parte dei risultati
C’è un secondo passaggio, più recente, infatti nelle versioni aggiornate dello strumento, Claude non si porta dietro tutto quello che ha trovato: fa girare del codice che tiene le parti pertinenti e scarta il resto. Comparire fra i risultati, quindi, non basta ancora. Se la parte utile della pagina non si distingue dal contorno, cade prima che la risposta venga generata.
Una precisazione, alla base di tutto il resto. Questi due comportamenti sono documentati per gli strumenti della piattaforma di Anthropic, quella che usano gli sviluppatori. Sono la cosa più solida che abbiamo e non sono una dichiarazione su come si comporti ogni versione dell’assistente su tutti i piano, ma rappresentano un ottimo punto di partenza.
Che cosa deve poter fare un robot sul tuo sito
L’accesso è la prima delle tre cose e la più rapida da sistemare. Si guardano un file e due impostazioni del server.
I tre robot di Anthropic
Anthropic documenta tre robot, che in gergo si chiamano crawler. Fanno lavori diversi e bloccarli o no ha conseguenze diverse. Questo è il quadro dichiarato a luglio 2026.
| Robot | Che cosa fa | Che cosa comporta bloccarlo |
|---|---|---|
| Claude-SearchBot | Analizza i contenuti online per migliorare qualità e pertinenza delle risposte di ricerca | I contenuti non vengono indicizzati per la ricerca, con possibile riduzione di visibilità e accuratezza nei risultati |
| Claude-User | Apre i siti quando una persona fa a Claude una domanda che richiede di consultarli | Il sistema non recupera i contenuti in risposta alle richieste degli utenti, con possibile riduzione della visibilità nelle ricerche che partono da loro |
| ClaudeBot | Raccoglie contenuti che possono contribuire all’addestramento dei modelli | Il materiale futuro del sito viene escluso dai dati di addestramento |
I tre cami rappresentano robot differenti a quindi differenti ricerche, è perciò opportuno tenerle separate. Se non vuoi che i tuoi testi finiscano nell’addestramento, blocchi ClaudeBot e resti disponibile per la ricerca. Se invece scrivi una regola sola per tutti i nomi che contengono la parola Claude, chiudi anche le porte che ti servono. I robot di ChatGPT e di Mistral hanno altri nomi e si inseriscono altrove e con modalità diverse.
Un punto riguarda Claude in particolare. Anthropic dichiara che i suoi robot rispettano le direttive del robots.txt, e lo dichiara anche per quello che apre le pagine su richiesta di una persona. Quello che scrivi nel file vale in entrambi i casi.
Gli ostacoli che il robots.txt non copre
Il file è il primo livello. Anthropic dichiara che i suoi robot non provano a superare i CAPTCHA e rispettano i sistemi che impediscono l’accesso automatico. Se una verifica automatica sta davanti al contenuto, la porta è chiusa e nessuna regola la riaprirà. Lo stesso vale per tutto quello che intercetta le richieste prima del server: firewall, sistemi di protezione, reti di distribuzione.
Anthropic pubblica anche l’elenco degli indirizzi IP dei suoi robot, e per il bene della visibilità, sconsiglia di bloccarli. Un robot fermato all’indirizzo non arriva a leggere il robots.txt, quindi non può rispettare le scelte lì dichiarate.
Il contenuto che compare solo dopo gli script
Su questo punto la documentazione dice una cosa netta, e un’altra deve essere invece dedotta.
La prima riguarda le pagine che Claude apre a un indirizzo preciso: lo strumento di lettura diretta non gestisce i siti costruiti in JavaScript. Se il testo arriva dopo l’esecuzione degli script, non c’è niente da leggere.
Per la ricerca Anthropic non dichiara nulla di simile, quindi qui si ragiona. Un testo già presente nella risposta del server non dipende da chi lo legge, mentre un testo costruito dal browser aggiunge un passaggio che può andare storto. Il controllo costa un minuto: apri il sorgente della pagina e cerca la frase che ti interessa. Se non c’è, arriva dagli script.
Le domande del secondo loop
Se la ricerca si ripete, la copertura si misura sui successivi tentativi e non sull’argomento.
Ad esempio, un’azienda che ritira rifiuti speciali vuole essere trovata da chi ha un’autofficina. La prima ricerca di Claude resta larga e riguarda lo smaltimento dei rifiuti di un’officina. Le altre nascono da quello che i primi risultati implicano a livello semantico:
- ogni quanto passa chi ritira;
- quali documenti deve presentare l’officina;
- che cosa cambia per un’officina con un solo addetto;
- chi offre quel servizio in una certa provincia.
Chi ha scritto soltanto la pagina sullo smaltimento c’è al primo giro e sparisce dagli altri, ovvero proprio quelli che contano, perché la risposta prenderà forma lì.
Per una piccola impresa questa è una buona notizia. Sulla domanda generica compete con chi ha già un nome, mentre sulla terza domanda della catena compete con chi ha scritto quella cosa precisa, e spesso è stata scritta da molti meno soggetti: questo è il punto di partenza per posizionarsi.
Sul sito non serve una pagina più lunga. Servono quattro affermazioni distinte, in quattro punti che si possono indicare: la frequenza del ritiro, i documenti, il caso dell’officina con un addetto, le province servite: una sezione ognuna con il suo titolo.
Come scrivere frasi che reggono al di fuori della pagina
Quando Claude cita una fonte ne riporta un frammento breve: fino a centocinquanta caratteri, cioè una ventina di parole. Anthropic non lo presenta come un criterio per scegliere le fonti, ma resta la misura più utile che hai quando scrivi.
Venti parole non bastano per una frase che prende il soggetto dal periodo precedente. Non bastano per un numero senza unità e senza il periodo a cui si riferisce.
Torniamo all’azienda dei rifiuti. “Interveniamo in tempi rapidi su tutta la regione” non dice niente a chi lo legge dentro un elenco di fonti. “Ritiriamo i rifiuti delle officine a Pisa e provincia entro cinque giorni lavorativi dalla richiesta” dice chi, che cosa, dove e quando, ed è vicino al limite.
Se la frase contiene un prezzo o una cifra che cambia, si aggiungi il periodo: secondo il listino di luglio 2026. Senza data quella frase invecchia e finisce nel dimenticatoio.
Che cosa succede quando Claude confronta più fonti su di te
Una ricerca che si ripete porta nella stessa risposta fonti diverse che parlano dello stesso argomento. Se l’argomento sei tu, le contraddizioni non restano in due angoli lontani del web: finiscono una accanto all’altra, e che questo pesi sulla scelta delle fonti nessuno lo dichiara, ma diventa la conseguenza ragionevole di un confronto tra le due. La prima coerenza è dentro il sito. Anno di fondazione, numero di persone, servizi, zone in cui lavori, risultati dichiarati: devono coincidere fra la home, le pagine di servizio, il blog e la pagina su chi siete. Un dato aggiornato in un punto e dimenticato altrove è peggio della trascuratezza, crea una seconda versione di voi che gira insieme a quella buona, e il modello non sapendo distinguere con certezza quale delle due sia valida, rischia di scartarle entrambe.
La seconda coerenza è fuori. Profili professionali, schede negli elenchi di settore, comunicati, interviste, articoli che vi nominano: parlano della stessa azienda e nel confronto pesano quanto il sito. Una conferma che arriva da fuori vale più di qualsiasi attributo egoriferito. Per questo le affermazioni senza prova rendono poco: Claude riprende quello ciò che può verificare.
Un dettaglio tecnico chiude il punto. I risultati della ricerca portano l’indicazione di quando la pagina è stata aggiornata l’ultima volta. Una pagina senza date parte indietro su tutte le domande che hanno a che fare con il tempo, e le domande commerciali ce l’hanno quasi sempre.
Situazioni fuori standard
In alcuni casi la strada generale non basta, oppure cambia di segno.
Le informazioni importanti stanno in un PDF
Lo strumento di lettura diretta apre anche i PDF. Servono tre cose: un indirizzo raggiungibile, un testo selezionabile (non una scansione), e un documento che dica da solo di chi è e di quando è.
I dati stanno dentro un’immagine o un video
I formati letti sono testo, HTML e PDF. Un listino fotografato, uno schema in JPEG, una cifra detta in un video: per Claude non esistono. Quello che conta va riscritto nella pagina, anche in due righe.
Qualcuno incolla il tuo indirizzo dentro Claude
Succede più spesso di quanto sembri: un cliente che ha ricevuto un preventivo, un giornalista, un fornitore che ti controlla. Qui non competi con nessuno, perché la tua pagina è l’unica fonte sul tavolo. Conta solo se si spiega da sola: la lettura diretta apre un indirizzo e non segue i collegamenti. Due cose da sapere. La pagina può arrivare da una copia già salvata, quindi una correzione non entra subito in circolo. E chi sviluppa l’applicazione può fissare un limite oltre il quale il testo viene tagliato: se le informazioni importanti stanno in fondo, sono le prime a sparire.
Il contenuto sta dietro una registrazione
Un modulo di accesso chiude la porta a tutti i robot. Se un contenuto serve a farti trovare, pubblicane una versione pubblica. Se serve a raccogliere contatti, sappi in partenza che quella parte del sito non entrerà in nessuna risposta.
Il sito vive su più sottodomini
Anthropic chiede di ripetere le direttive su ogni sottodominio da cui vuoi essere escluso. Lo stesso vale al contrario. Il robots.txt del dominio principale non governa il blog ospitato altrove, né il negozio, né la documentazione: ognuno ha il suo file.
Il sito è nuovo o è stato appena spostato
Per la ricerca non ci sono tempi dichiarati, quindi l’attesa è indeterminata. La lettura diretta invece funziona subito. Nelle prime settimane sistema per prime le pagine dove arrivano i clienti.
Il robots.txt è più vecchio dei tre robot
Un file scritto quando Anthropic documentava un robot solo contiene quasi sempre una regola sola su un nome solo. Non distingue addestramento, ricerca e lettura, e così una scelta fatta su un piano decide anche per gli altri due. È il primo file da riaprire.
Come provare la tua presenza in cinque domande
La ricerca di Claude procede a giri, quindi il test deve fare lo stesso. Una domanda sola non dice niente. Una conversazione a stadi ti mostra dove si smette di citarti.
- Una domanda larga sul bisogno che risolvi, senza nominarti. Guardi quali fonti compaiono.
- Una domanda più stretta, nata dalla risposta appena letta. Vedi se ci sei ancora quando il campo si restringe.
- Una richiesta di confronto fra le opzioni. È il momento in cui vengono fuori le contraddizioni.
- La richiesta esplicita delle fonti usate.
- Il tuo indirizzo incollato, con la domanda su che cosa offre quell’azienda e a chi.
Il dato che conta è il giro a cui ti fermi. Se cade la quinta, il problema sta nell’accesso o nella leggibilità. Se le prime quattro non ti nominano mai e la quinta va bene, il sito si legge e non viene trovato.
Di ogni prova annota poco e sempre le stesse cose: data e ora, prodotto e modalità, la domanda esatta, le fonti comparse e quelle citate, e se quello che Claude dice di te è vero.
Sulla misura, una cosa da sapere. Anthropic non documenta un parametro di tracciamento nei collegamenti delle risposte. Restano i log del server: i tre robot si riconoscono dal nome e si confermano con l’elenco degli indirizzi. Tieni separati accesso, comparsa fra le fonti, citazione, accuratezza e copertura, perché hanno cause diverse e non si sommano in un punteggio unico.
Che cosa non dipende da te
Ammettere i robot ti evita l’esclusione, non ti procura una citazione. Un sito raggiungibile entra nell’insieme delle pagine che Claude può leggere, e finisce lì. Che poi una tua pagina venga scelta per sostenere una frase dipende dalle altre fonti disponibili in quel momento.
Sui tempi non c’è niente da dedurre. Anthropic non dice quanto passa fra una modifica al robots.txt e il momento in cui viene letta, né fra una modifica al sito e la comparsa in una risposta. I tempi dichiarati da altri fornitori non valgono qui. Non esiste un file da pubblicare che funzioni come domanda di ammissione, e llms.txt non compare fra i requisiti documentati da Anthropic.
Anche una prova riuscita vale meno di quanto sembra. Una citazione di oggi non è una posizione: la ricerca cambia da una richiesta all’altra e le fonti disponibili cambiano con lei. Quello che costruisci nel tempo è una probabilità più alta, e la vedi soltanto su una serie di prove.
Da dove cominciare
Se hai mezza giornata, il posto dove spenderla è l’accesso. Si apre il robots.txt e si controlla che Claude-SearchBot e Claude-User siano ammessi. Si verifica che nessuna verifica automatica stia davanti alle pagine pubbliche. Si guarda il sorgente di due o tre pagine importanti e si cerca il testo che conta: se non c’è, arriva dagli script.
Poi vengono i contenuti, e si parte dalle domande del secondo giro invece che dall’argomento ombrello. Per ognuna una sezione con il suo titolo, e dentro una frase in grado di funzionare anche in isolamento. I test si archiviano uno dopo l’altro: una rilevazione isolata non distingue un miglioramento da una coincidenza.
Se preferisci partire da una fotografia della situazione, il nostro servizio SEO e GEO parte da qui: quali pagine Claude riesce a raggiungere, che cosa ne ricava e come descrive la tua attività a chi gliene chiede conto.
Fonti
- Anthropic, Does Anthropic crawl data from the web, and how can site owners block the crawler? (consultato il 24 luglio 2026)
- Anthropic, Web search tool (consultato il 24 luglio 2026)
- Anthropic, Web fetch tool (consultato il 24 luglio 2026)
- Anthropic, elenco degli indirizzi IP dei robot
- IETF, RFC 9309, Robots Exclusion Protocol