Dove tutto ha inizio

Il nostro Manifesto

La teoria dello spazio digitale

Siamo convinti che molti di voi, almeno una volta nella vita, abbiano pensato a quanto sarebbe bello poter avere ancora terre e continenti da esplorare e scoprire, e a quanto questa epoca sia ingiusta nell’averci privato del brivido dell’avventura e dell’esplorazione, spostando la meta della curiosità umana alle irraggiungibili stelle e alle colonizzazioni interstellari.


“Abbiamo di fronte un nuovo continente, forse più un intero sistema solare, e ancora stentiamo a rendercene conto.”


Quando si pensa all’epoca delle scoperte, subito vengono alla mente immagini del nuovo mondo, dell’Asia, e delle stranezze, delle ricchezze e delle enormi risorse naturali su cui gli esploratori hanno avuto la fortuna di posare lo sguardo. Queste immagini formano un tutt’uno con l’idea di esplorazione, e nel nostro immaginario, spesso, colonizzare, essere i primi ad arrivare in una terra vergine, significa fare enormi fortune. Anche per questo guardiamo con altrettanta invidia quanto al passato, quanto al futuro: la nostra generazione non esplorerà le stelle né nuovi continenti, non pianterà bandiere, non avrà esploratori e avventurieri. O almeno così sembra.
Difficilmente si è coscienti dei tempi che corrono, delle opportunità e delle sfide epocali che essi offrono, e guardiamo a chi ha colto opportunità del passato come a qualcuno di molto fortunato che grazie all’epoca in cui ha vissuto, non avrebbe potuto fare altrimenti, pensiamo spesso che “avrei potuto fare lo stesso, se solo fossi nato a quei tempi”, senza mai pensare però alle persone che all’epoca non hanno preso la strada di chi stiamo invidiando, semplicemente perché non erano coscienti del cambiamento che stavano attraversando.

Oggi abbiamo di fronte un nuovo continente, forse più un intero sistema solare, e ancora stentiamo a rendercene conto, vi abitiamo, vi trascorriamo il nostro tempo, ma in modo per lo più inconsapevole delle enormi possibilità che esso ci offre.


“È come se questo spazio fosse allo stesso tempo una nuova via della seta, un pianeta vergine e il dono dell’ubiquità.”


Questo spazio assolve alla medesima funzione di un’area geografica viva e concreta: consente scambi di merci, informazioni, idee, pensieri, offrendo inoltre la risorsa più innovativa di sempre: essere ovunque nello stesso momento. Nella storia umana, sono sempre stati gli scambi, di informazioni o di merci, tra soggetti presenti o in movimento tra differenti aree geografiche a fare la fortuna di chi si prendeva l’onere di realizzarli.
È come se questo spazio fosse allo stesso tempo una nuova via della seta, un pianeta vergine e il dono dell’ubiquità.
È la frontiera del ventunesimo secolo, sta a voi renderlo il vostro nuovo mondo.
Questo nuovo e infinito spazio, è la rete.
La rete è lo spazio geografico che unisce contemporaneamente ogni area del pianeta, e come tutte le aree geografiche, è sufficiente esserci, svolgerci anche la più infima delle attività, per creare valore o informazione: sarebbe però illusorio credere sia abbastanza esserci per essere trovati. Se decenni fa era sufficiente arrivare ad esporre il proprio prodotto sullo scaffale di un supermercato per riuscire a venderlo in massa, oggi, per arrivare al medesimo risultato, sono necessarie strategie di marketing sempre più specifiche: lo stesso vale per il mercato del lavoro e per tutte quelle persone e quei professionisti (ma le aziende non sono escluse), che eleggono internet a loro “scaffale” per il ventunesimo secolo.


“L’unico vero punto di vantaggio per il singolo è il livello di specializzazione che si raggiunge.”


Non basta essere online, essere sui social di maggiore fruizione, o curare i propri profili per farsi vedere (figuriamoci per farsi scegliere!), è diventato necessario un ventaglio di opzioni via via più vasto, sia all’avanzare della tecnologia, sia all’aumentare del pubblico che popola la rete, utile per mettersi in vetrina e raccontarsi nel modo giusto.
Strumenti che sono a nostra completa disposizione, come lo sono però anche per tutti gli altri, soggetti con la nostra medesima intenzione.
L’utilizzo di strumenti avanzati (primo su tutti le AI) è sì una leva enorme per l’auto promozione, ma come detto, non è uno strumento esclusivo di pochi: esso alza l’asticella del livello generale, senza effettivamente permettere di alzare il livello del singolo. Ne segue che, al netto della padronanza di una data gamma di strumenti e della conoscenza teorica e pratica per applicarli, l’unico vero punto di vantaggio per il singolo è il livello di specializzazione raggiunto.


“Se vi sentite pronti per iniziare, davvero, il vostro viaggio online, saremo onorati di essere il vostro Virgilio.”


Nella vita lavorativa di un libero professionista, di un freelance o di una piccola azienda, raggiungere il pubblico giusto, ossia promuoversi nel modo più efficace ed efficiente possibile, diventa un compito arduo da portare avanti, spesso a causa della mancanza di tempo, assorbito in primis dall’attività lavorativa in sé, e solo in un secondo momento dedicabile a tutto quello che sarebbe necessario fare per elevare il livello della comunicazione e trovare chi è davvero alla nostra ricerca e disposto a pagare un premium per i nostri servizi o prodotti.


Proprio qui ha avuto inizio la storia di Verbum District. È una storia travagliata, iniziata lontanissimo da quello di cui ci occupiamo e dalla mente di persone che con il marketing digitale avevano pochissimo a che vedere.
La nostra genesi è in uno store online, pieno di magliette, top, leggings, borsoni da palestra, personalizzati applicando stampe uniche generate con AI (in un’epoca in cui l’AI non era ancora sulla bocca di tutti), in modo da poter proporre a ogni singolo cliente un pezzo unico nel suo genere. Iniziammo a mettere su il nostro store online, a produrre design, studiare i mercati che si sarebbero rivelati più promettenti, e i prodotti che in quei mercati avrebbero performato meglio. Aprimmo le nostre pagine social, iniziando a creare contenuti accattivanti, con tutte le difficoltà che si affrontano cercando di rappresentare in digitale il proprio prodotto, nel modo più coerente e piacevole possibile, e fu proprio lì che ci scontrammo con la difficoltà di dover iniziare a svolgere due mestieri, per portarne avanti uno solo.


Se da un lato infatti c’era il design dei nostri capi, dall’altro c’era la necessità di dare la giusta visibilità a un qualcosa cui altrimenti nessuno si sarebbe mai avvicinato, figuriamoci spendere i propri soldi.


La necessità di curare il nostro spazio digitale, la nostra immagine social, e farci trovare da chi davvero volesse acquistare i nostri prodotti, e in qualche caso, automatizzare aree dei processi che si svolgono online, è stato quello che ci ha spinti a esplorare le infinite branche del marketing digitale, ma innanzitutto, imparare a creare una “casa”, il nostro sito, che ci rappresentasse davvero, che fosse in grado di descriverci con le parole e con le immagini, in modo che l’utente avesse immediatamente chiaro chi fossimo davvero e di cosa ci occupassimo.
Abbiamo abbandonato il nostro store online, pur continuando a pagare le spese di dominio per un pezzo del nostro cuore e della nostra storia che mai lasceremo andare.


Oggi il nostro unico compito, ciò in cui ci siamo specializzati, è farvi trovare, raccontarvi, come se foste voi stessi a farlo, dire in modo persuasivo e piacevole chi siete e perché qualcuno dovrebbe scegliervi, sollevandovi dall’onere di districarvi tra metriche, analisi del target, SEO, UX, segmentazione, GEO, SMM, AI e tutto quello che rientra nella navigazione di questo mare sconfinato.
Se vi sentite pronti per iniziare, davvero, il vostro viaggio online, saremo onorati di essere il vostro Virgilio.